Sembrano passati secoli, e rieccomi li.
Ironia della sorte con la macchina parcheggiata nello stesso punto della via.
E sono in ritardo.
Proprio come tre anni fa.
Era il 2008, l'anno in cui mi ero ritrovata, poco dopo il suo inizio, senza moroso e senza gruppo. Per essere precisi il moroso era il lead-guitarist e, come molti lead-guitarist, era dotato di una gran-testa-di-minchia; dopo un mese di tira e molla, di "forse non so se ho voglia" e "non credo di voler continuare", avevo smesso di sperare anche nel gruppo in cui suonavo da più di cinque anni (con qualcuno di loro ne suonavo da circa dieci). Il giorno in cui poi giunse anche la conferma del mio ritorno a single mi feci una promessa: sarei tornata sul palco, senza rimpiangere il mio ex e con musicisti nuovi.
Insomma: anno e gruppo nuovo, vita nuova (e possibilmente amore nuovo).
Quella sera di ormai quattro anni fa entrai in quella saletta, feci la mia prova ed ebbi una strana sensazione: tecnicamente andavamo approssimativamente bene ma c'era una pessima intesa. Spinta però dal mio senso di rivalsa (che -per la cronaca- nei film ti fa fare cose strabilianti ma nella realtà combina solo casini) continuai.. e seguirono nove mesi di prove senza giungere mai ad un dunque con la scaletta e tantomeno a un live; mollai incazzatissima, senza avere nemmeno l'occasione di dire alla cantante che era una zoccola (cosa che rimpiango ancora adesso) e dare un sonoro vaffanc*lo agli altri membri della band.
Inutile dirlo che il mio ex invece era onnipresente sui palchi.
Tutto ciò mi portò un enorme mal di stomaco, chili in meno, lividi sui pugni (come nei film tiravo pugni al muro ma -sempre per la cronaca- i protagonisti sentono solo un male sentimentale, io invece fisico) e un mezzo tentativo di rigare la macchina all'ex. Seguirono altre prove in altri posti che poco alla volta diedero i loro frutti, tra cambi di line-up e grande esercizio di pazienza, scalette rifatte e stravolte; infine un giorno giungemmo -con l'attuale band- su un palco, in piazza, davanti agli abitanti di un piccolo paesino in provincia di Pavia. La scaletta era figa, i componenti sapevano cosa suonavano e soprattutto sapevano mettere mano agli amplificatori in modo sensato, c'erano dinamiche e struttura, i pezzi erano stati studiati fino alla noia ed eravamo in grado, guardandoci, di riprenderci dopo ogni errore.
Sorridendo, ho sussurrato: "sono io la rockstar".
E sempre sorridendo, me lo sussurro di nuovo mentre attacco il mio basso all'amplificatore. Il ragazzo della sala prove, entrando per controllare se era tutto a posto, mi ha riconosciuta.
-Che piacere rivederti-.
Già. Il pacere è tutto mio. Altro gruppo, altre persone.. e nuove soddisfazioni. Perchè ho imparato che l'unica rockstar della mia vita devo essere io-me-medesima.. e nessun altro.
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venerdì 19 ottobre 2012
Rockstar
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mercoledì 29 agosto 2012
Ferie top secret
Mi rendo conto che questa cosa ha del ridicolo, ma vi assicuro che non potevo fare diversamente.
Quest'estate sono scesa in Sicilia a suonare con uno dei miei gruppi. L' idea era partita da uno di noi, di origine sicula, che aveva contatti di locali nel messinese; fin da subito però ci furono molte incognite (tra cui una non da poco: il mezzo di locomozione), condite da discussioni sui pagamenti, pianificazioni di eventuali giornate libere, spostamenti e regole su dove, come e quanto spendere per mangiare.
Arrivanni a luglio, ergo un mese prima della partenza, che ancora ci mancava un sostituto e non sapevamo come scendere fino in Sicilia.. e il tempo passava, con conseguente diminuzione delle offerte di voli low cost.
Una situazione così, dopo l'esperienza pluriennale come musicista-del-dopo-lavoro, mi dava l'idea che sarebbe andata a zoccole. Così, per scaramanzia, non ho mai detto nulla a nessuno, solo all' AmmoreMio, e l'ho pregato di tenersi per sé.. e di tacere anche ai suoi genitori.
Voi penserete: "esagerata". Eppure son così, una delle poche cose sagge che affiorano tra i comportamenti da diciottenne è quella di non vendere la pelle dell'orso prima di averlo ucciso, perchè porta una sfiga colossale. Inoltre: mia suocera, per natura sua, tende a vedere drammi familiari, dolore, morte e distruzione dappertutto, anche se si deve uscire di casa per andare al cinema; se proprio dovevo farla soffrire dicendo che sarei andata a suonare a più di mille chilometri dalla nostra rassicurante Lombardia, glielo dicevo all'ultimo, a valigie fatte. Traumatico, ma almeno non le lasciavo il tempo di prendere il telefono e di chiamarmi per tutta la settimana, domandandomi se ero proprio sicura di andar via così lontano e senza suo figlio.
Infine, a due settimane dalla presunta partenza, arrivano tutte le conferme: due date in piazza organizzate dal comune (pagate tanto ma coi tempi di un'amministrazione pubblica: ETERNI) e due in locali (pagate di meno, ma SUBITO). Avviso mia madre che, contro ogni suo standard di auto-controllo (famoso il suo "guarda, ormai sei troppo grande perché ti corra dietro a dirti che cosa sbagli.. t'arrangi!"), mi domanda più volte se son sicura e conclude con "Eh, vedi di tornare"; avviso anche l'Ammore, che si mostra euforico (non so bene se bermi la motivazione che se suono lui è contento) e con lui decido di dare la notizia a cena ai suoi genitori.
Epperò...
La cena è parecchio movimentata. Mio nipote, in età scolare, iperattivo ed ulteriormente galvanizzato dalla nascita del fratellino, fa un casino allucinante per tutta la sera. Mia cognata lo sgrida, mia suocera ovviamente lo difende (c'è incorso un'eterna lotta tra titani: moglie VS suocera, in diretta ogni domenica sera, con eventuali repliche nei festivi), partono quindi una serie di frecciatine al vetriolo che surriscaldano l'ambiente, finchè non si giunge al caffè e al telegiornale che ci offre Monti come capo espiatorio di tutto il nervosismo.
In mezzo a urla, battutacce rubate da Facebook (si, mio suocero ha passato i 60 e ci sta dietro come un ragazzino di 14), mio nipote che cerca disperatamente attenzione e che va avanti come un disco rotto a ripetermi: "zia, vieni a vedermi che gioco alla wii"... il tempo passa. Si fa tardi, esco col mio solito mal di testa post-cena-dai-suoceri e la notizia della mia tournée cade nel dimenticatoio.
Finchè non giungo, dopo una giornata di viaggio, all'imbarco dei traghetti.
Quest'estate sono scesa in Sicilia a suonare con uno dei miei gruppi. L' idea era partita da uno di noi, di origine sicula, che aveva contatti di locali nel messinese; fin da subito però ci furono molte incognite (tra cui una non da poco: il mezzo di locomozione), condite da discussioni sui pagamenti, pianificazioni di eventuali giornate libere, spostamenti e regole su dove, come e quanto spendere per mangiare.
Arrivanni a luglio, ergo un mese prima della partenza, che ancora ci mancava un sostituto e non sapevamo come scendere fino in Sicilia.. e il tempo passava, con conseguente diminuzione delle offerte di voli low cost.
Una situazione così, dopo l'esperienza pluriennale come musicista-del-dopo-lavoro, mi dava l'idea che sarebbe andata a zoccole. Così, per scaramanzia, non ho mai detto nulla a nessuno, solo all' AmmoreMio, e l'ho pregato di tenersi per sé.. e di tacere anche ai suoi genitori.
Voi penserete: "esagerata". Eppure son così, una delle poche cose sagge che affiorano tra i comportamenti da diciottenne è quella di non vendere la pelle dell'orso prima di averlo ucciso, perchè porta una sfiga colossale. Inoltre: mia suocera, per natura sua, tende a vedere drammi familiari, dolore, morte e distruzione dappertutto, anche se si deve uscire di casa per andare al cinema; se proprio dovevo farla soffrire dicendo che sarei andata a suonare a più di mille chilometri dalla nostra rassicurante Lombardia, glielo dicevo all'ultimo, a valigie fatte. Traumatico, ma almeno non le lasciavo il tempo di prendere il telefono e di chiamarmi per tutta la settimana, domandandomi se ero proprio sicura di andar via così lontano e senza suo figlio.
Infine, a due settimane dalla presunta partenza, arrivano tutte le conferme: due date in piazza organizzate dal comune (pagate tanto ma coi tempi di un'amministrazione pubblica: ETERNI) e due in locali (pagate di meno, ma SUBITO). Avviso mia madre che, contro ogni suo standard di auto-controllo (famoso il suo "guarda, ormai sei troppo grande perché ti corra dietro a dirti che cosa sbagli.. t'arrangi!"), mi domanda più volte se son sicura e conclude con "Eh, vedi di tornare"; avviso anche l'Ammore, che si mostra euforico (non so bene se bermi la motivazione che se suono lui è contento) e con lui decido di dare la notizia a cena ai suoi genitori.
Epperò...
La cena è parecchio movimentata. Mio nipote, in età scolare, iperattivo ed ulteriormente galvanizzato dalla nascita del fratellino, fa un casino allucinante per tutta la sera. Mia cognata lo sgrida, mia suocera ovviamente lo difende (c'è incorso un'eterna lotta tra titani: moglie VS suocera, in diretta ogni domenica sera, con eventuali repliche nei festivi), partono quindi una serie di frecciatine al vetriolo che surriscaldano l'ambiente, finchè non si giunge al caffè e al telegiornale che ci offre Monti come capo espiatorio di tutto il nervosismo.
In mezzo a urla, battutacce rubate da Facebook (si, mio suocero ha passato i 60 e ci sta dietro come un ragazzino di 14), mio nipote che cerca disperatamente attenzione e che va avanti come un disco rotto a ripetermi: "zia, vieni a vedermi che gioco alla wii"... il tempo passa. Si fa tardi, esco col mio solito mal di testa post-cena-dai-suoceri e la notizia della mia tournée cade nel dimenticatoio.
Finchè non giungo, dopo una giornata di viaggio, all'imbarco dei traghetti.
-Ah, Tatina-.
-Sono giù dai miei-.
Mi dice l'AmmoreMio al telefono:
-Come l'han presa che sono in Sicilia da sola?-.
Silenzio.
-Gliel'hai detto, vero?-.
-Ni-.
-Ni cosa?-.
-Mio padre è ancora tra i tuoi contatti?-.
-Certo-.
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